Onirica (), fuse*, 2023, foto di Ugo Carmeni

Una sinfonia di mistero e stupore

Provo una profonda curiosità verso il meccanismo della percezione e su come questa complessa interazione tra sensi, cervello ed esperienze cognitive giochi un ruolo essenziale nel definire la nostra comprensione del mondo. In questo processo, le innovazioni tecnologiche e le scoperte scientifiche hanno da sempre occupato uno spazio significativo, spesso alterando in modo radicale il modo con il quale percepiamo la realtà, noi stessi e le relazioni con gli altri. Mentre in passato tali trasformazioni avvenivano gradualmente, seguendo ritmi più in sintonia con l’evoluzione della società e dell’individuo, ora la rivoluzione digitale accelera queste dinamiche come mai prima, rendendo più complesso trovare equilibrio tra l’impulso del progresso tecnologico e la ricerca di un autentico miglioramento del benessere, sia a livello personale che collettivo.

Ogni opera di fuse* esplora questi temi utilizzando diversi linguaggi artistici, sempre con il proposito di tessere nuovi legami tra persone e favorire riflessioni e dialoghi su concetti complessi, aprendo la strada a nuove prospettive e modi di vedere e comprendere. Onirica () si inserisce in questo percorso, con l’obiettivo di stimolare una riflessione su come le recenti evoluzioni dei sistemi di Intelligenza Artificiale stiano scrivendo un nuovo capitolo nella storia dell’interazione tra uomo e macchina: mentre la tecnologia si evolve rapidamente, il mio invito è quello di fermarsi a contemplare le implicazioni di questa evoluzione riflettendo sul ruolo della tecnologia nella nostra comprensione dell’umanità.

Le macchine possono riprodurre schemi e regole estendendo le possibilità creative del nostro pensiero, ma la capacità di generare intuizioni, empatia e comprensione profonda rimane una prerogativa umana. Sono convinto di questa affermazione, ma quando si ha a che fare con le tecniche più avanzate di Intelligenza Artificiale emergono spontaneamente una serie di affascinanti interrogativi sull’origine dell’intelligenza, della coscienza e dell’identità umana, aprendo la strada a nuove riflessioni sulla natura della mente. È interessante come siano queste stesse domande a spingere ricercatori, scienziati, filosofi e psicologi ad approfondire il processo del sognare e il ruolo di questa esperienza nel processo evolutivo della mente umana. È proprio da questa sottile connessione tra interrogativi comuni che è nata l’idea di realizzare un’opera che, attraverso l’uso esteso di tecniche di machine learning, trae ispirazione da un’esperienza prettamente umana: il sogno.

 

Onirica () diventa così una sinfonia di mistero e stupore, che ha accompagnato ogni passo del processo creativo. Siamo stati colti da un sentimento di sorpresa nel contemplare i flussi di immagini sintetiche emergere dal profondo del sistema. Abbiamo letto con stupore racconti onirici enigmatici, ci siamo imbattuti in allucinazioni sonore affidando i sogni ad attori artificiali. Durante questo viaggio abbiamo appreso l’arte del sussurrare istruzioni alle macchine, rimodulando il nostro linguaggio per permettere loro una comprensione più profonda. Le macchine stesse ci hanno risposto mettendo in luce i bias cognitivi e gli stereotipi radicati nella nostra società e rivelando i contorni di ciò che sono state addestrate a conoscere.

C’è un senso di mistero che ci avvolge mentre esploriamo questi ambiti e che ci spinge a scavare sempre più a fondo: siamo tutti affascinati dalla bellezza delle domande irrisolte e dai paradossi insiti nella natura umana. Il mistero poi si nutre dello stupore che si prova quando scopriamo qualcosa che va oltre le nostre aspettative, quando la nostra mente si allarga aprendosi a nuove prospettive e ci accorgiamo che la realtà è molto più vasta e sorprendente di quanto avessimo mai immaginato.

Credo che il significato intrinseco di Onirica () risieda nell’atto di condivisione di questo viaggio: un’esplorazione che ci ha portato a sondare alcune delle intricate connessioni tra l’esperienza umana e l’evolversi della tecnologia. Questo progetto mira ad accendere piccole scintille di curiosità nella mente del pubblico, stimolando  una ricerca e comprensione più profonda di una delle tecnologie che impatteranno maggiormente il nostro presente e il nostro futuro.

Onirica (), fuse*, 2023, foto di Ugo Carmeni